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Valentina Vetturi è nata a Reggio Calabria nel 1979.

La pratica artistica di Valentina Vetturi intreccia scrittura, performance e ricordo al di là della dimensione privata e ricercando inattese possibilità visive. Le sue opere si compongono attraverso lunghi processi e coinvolgono frammenti di realtà apparentemente molto diversi: pendolari su treni metropolitani, scrittori fantasma, hacker e metodi per accedere a network sicuri e cambiare il sistema, direttori d’orchestra (senza orchestra), ricordi sonori che resistono alla malattia, fino alla scomparsa di Ettore Majorana messa in scena in una partita di scacchi. Al continuo confine tra presenza e assenza i personaggi e le voci che popolano le sue performance e installazioni sono interpreti  invisibili del mondo che ci circonda.

Ha partecipato a residenze in Italia e all’estero e esposto le sue opere in istituzioni pubbliche e private tra cui: Quadriennale 16, Roma; Strauhof, Zurigo; Point Perf, Geneva, Svizzera (2016); Museo MACRO, Roma (2015); Museo MAXXI, Roma; Kunsthalle Göppingen, Germania; Tranzit.ro, Bucarest, Romania (2014); Istituto Svizzero, Roma (2013); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italia; Viafarini, Milano, Italia (2012), Festival di Santarcangelo 40; Galleria Marilena Bonomo (2010).

Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche tra cui: MAXXI e MACRO a Roma, Kunsthalle Göppingen in Germania.

Nel 2016 sarà in residenza presso l’ Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma.

[eng]

Valentina Vetturi was born in Reggio Calabria in 1979.

Valentina Vetturi’s art interweaves writing performance and memory beyond the private sphere and seeking unexpected visual possibilities. Her works are the result of long processes involving fragments of apparently diverse forms of reality: commuters on city trains, ghost writers, hackers and methods for accessing secure networks and changing a system, orchestra conductors (without orchestra), the disappearance of Ettore Majorana staged in a game of chess, as well as sound memories that persist despite the disease. The invisible characters and voices that inhabit her text and sound-based performances and installations lie on the never-ending borderline between presence and absence, interpreting the world around us.

She has taken part in residency programmes in Italy and abroad, and her works have been shown in public and private institutions, including: Quadriennale 16, Rome, Italy; Strauhof, Zurich, Switzerland; Point Perf, Geneva, Switzerland (2016); MACRO Museum, Rome (2015); MAXXI Museum, Rome; Kunsthalle Göppingen, Germany; Tranzit.ro, Bucharest, Romania (2014); Istituto Svizzero , Rome (2013); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin, Italy; Viafarini, Milan, Italy (2012), Festival di Santarcangelo 40; Galleria Marilena Bonomo, Italy (2010).

Her works are in private and public collections including: MAXXI and MACRO in Roma.

In 2016 she will be in residence at Italian Cultural Institute of Stockholm.

 

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